Come cambiano le preferenze nei confronti delle location e perché
Ormai si registra, con sempre maggiore evidenza, un mutamento nelle modalità di selezione delle location destinate a eventi e incontri aziendali.
I criteri di selezione, infatti, non sono più legati alla mera disponibilità di uno spazio, ma anche e soprattutto al significato dell'evento, all’atmosfera e alla coerenza con la brand identity dell'azienda coinvolta. Ciò che un tempo si configurava come una scelta meramente logistica, insomma, assume oggi un peso culturale più marcato, modellata dalla percezione, dalle aspettative del pubblico e dal linguaggio stesso dello spazio.

Dalla comodità al significato
Fermo restando il rispetto di necessità di natura pratica, in primis l’accessibilità, che non può mai mancare, la selezione delle location avviene ormai sempre più spesso anche in armonia con la dimensione "narrativa" degli eventi, poiché gli spazi vengono interpretati sempre più spesso come estensioni del racconto legato al brand.
Anche le ricerche nell’ambito dell’experience design e dell'event planning strategico evidenziano tale trasformazione, come rilevato da studi specifici di Deloitte ed EventMB. Il pubblico contemporaneo si aspetta cioè che la location non sia più soltanto il luogo in cui qualcosa accade, ma parte integrante di ciò che viene comunicato.

Il ruolo della brand identity nella scelta dello spazio
Per questo l’identità del brand si è imposta come filtro costante nella scelta di una venue, anche relativamente a elementi concreti come palette di colori, materiali, tono architettonico e background storico della struttura.
Come fornitori di spazi per eventi corporate, conosciamo bene questo meccanismo e la logica che sottende e quando i clienti ci contattano, a volte senza avere in mente un’idea precisa e quasi rimettendo a noi la decisione, facciamo sempre presente che la location deve essere in primis coerente con la brand identity, che si opti per un rooftop che favorisce il networking, per una villa storica dall'atmosfera sofisticato o per uno spazio tecnologico innovativo.

Perché le preferenze continuano a evolversi
La cultura digitale ha reso il pubblico più alfabetizzato sul piano visivo, con la conseguenza di renderlo più rapido e analitico nel decodificare gli ambienti e le piattaforme social amplificano tale dinamica, trasformando ogni location in una sorta di palcoscenico animato anche oltre l’evento.
Le aziende risultano inoltre sempre più consapevoli del fatto che la coerenza tra messaggio e contesto rafforzi la credibilità complessiva del brand e investono sempre di più in questa direzione.

Una modalità più intenzionale di selezione degli spazi
Il processo di selezione, dunque, tende oggi a non esaurirsi in una semplice esplorazione di opzioni, ma passa attraverso l’analisi di tutti i segnali necessari a individuare lo spazio più coerente.
Ne deriva un panorama dinamico in cui narrazioni differenti richiedono ambienti differenti e ciò che risulta rilevante per il pubblico non è soltanto cosa avviene durante un evento, ma ciò che lo spazio suggerisce, indipendentemente dalla comunicazione esplicita.

In definitiva, la preferenza per una location piuttosto che per un’altra si configura sempre meno in senso tradizionale, come scelta effettuata su base estetica e funzionale, e sempre più come forma di sintesi tra location e identità aziendale, immediatamente leggibile per chi osserva.